Le storie ci servono per vivere
@scienza
Per sopravvivere, tutte le forme di vita vengono create con la paura. Gli esseri umani sono particolarmente inclini a temere l’ignoto. Possiedono però anche un’…
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Senza quella capacità oggi non ci sarebbe una chiesa che dura più di 2000 anni “raccontando storie”, tanto potente e credibile da mettere in piedi una Stato indipendente e producendo una marea di soldi e ricchezze attorno ad una storia, raccontata bene.
Forse non è così semplice. Tutti gli esseri viventi hanno paura, o almeno quelli in grado di valutare un pericolo e di poterlo evitare attraverso una scelta (dunque non i vegetali). Tuttavia gli animali, nonostante le loro paure, non aderiscono ad alcuna fede! Come mai?
La specie umana ha bisogno di un’autorità religiosa, a differenza di tutti gli altri animali. Questo avviene perché l’uomo è l’unico ad avere coscienza del futuro, cioè ha coscienza della propria morte futura come individuo e si rende conto che è inevitabile, a dispetto del proprio profondo istinto di sopravvivenza. Perciò possiamo affermare che la religione è una conseguenza della consapevolezza del futuro, non della mera paura.
E comunque la frase “tutte le forme di vita vengono
createcon la paura” andrebbe sostituita con “tutte le forme di vita vengono SELEZIONATE con la paura”, dato che gli individui privi di paura in genere muoiono prima di potersi riprodurre e per questo non riescono a tramandare il proprio codice genetico che include anche gli istinti relativi alla paura.Ovviamente il mio commento era riferito agli esseri umani. L’articolo inizia parlando di tutti gli esseri animali, ma da subito focalizza sugli esseri umani. E sì, penso proprio che gli esseri umani (a differenza di tutti gli altri animali) abbiano una fede religiosa, proprio perchè sono sempre stati in grado di raccontare storie, dall’età della pietra diciamo. Non lo dico io eh, basta leggere Sapiens di Yuval Noah Harari, che è sicuramente molto più esperto di me in questo ambito
Capisco. Tuttavia mi tocca fare il guastafeste ancora una volta. Gli animali c’entrano eccome! Con tutto il rispetto per Yuval Noah Harari, se ha scritto che la capacità di raccontare storie è sufficiente a creare una qualsiasi forma di fede religiosa, beh, si sbaglia. Basta ragionarci con sufficiente spirito critico per capirlo.
Ad esempio se ipotizziamo che una specie animale contemporanea avesse una capacità comunicativa talmente alta da riuscire a raccontare storie e a tramandare i racconti ai propri discendenti, le storie sarebbero limitate alle esperienze memorizzate e le ipotesi future non andrebbero oltre l’immediato futuro, cioè non esisterebbe alcun giorno dopo né alcun anno dopo, perché gli animali non sono in grado di immaginare il futuro.
In queste condizioni non è possibile creare un racconto in grado di ipotizzare cosa succederà dopo la morte di un individuo, semplicemente perché in questo caso mancherebbe la capacità di immaginare il “dopo la morte” o il “dopo non immediato” in generale. Ecco spiegato e dimostrato perché non è possibile creare una fede religiosa nonostante l’eventuale capacità di raccontare storie.



