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    8 days ago

    Nessuno metterebbe in dubbio l’importanza di verificare nuove prove ed essere sempre disponibili a cambiare idea con umiltà. Il detto “sbagliando si impara” è alla base del progresso, sia scientifico sia sociale. Ma è altrettanto importante avere la capacità di accettare il dato di fatto che molto spesso i dati sono insufficienti per arrivare a una conclusione e per farsi un’idea. Oppure i dati potrebbero essere stati interpretati male. Anche questo è un segno di grande umiltà, che purtroppo nessuno considera, anche nel mondo scientifico.

    Se hai cambiato idea sulla base di nuove prove, significa che l’idea che ti eri fatto precedentemente non era supportata da prove sufficienti o affidabili, perciò avevi commesso un errore di valutazione. In sintesi, se hai cambiato idea vuol dire che hai sbagliato e in teoria dovresti ammetterlo. E non mi sembra che la scienza odierna sia arrivata a questo livello di umiltà.

    Infatti se io oggi provo a mettere in dubbio un presupposto scientifico (esattamente come fece Albert Einstein), nel 99% dei casi ottengo una risposta che sta sulle difensive, senza neanche un tentativo di ascoltare. Ho notato che solitamente c’è un rifiuto psicologico ad ascoltare tutto ciò che potrebbe compromettere le certezze sulle quali gli “esperti” hanno costruito la propria carriera e la propria reputazione. È un problema psicologico insormontabile.

    Poi la realtà è sempre più articolata e può anche succedere che, dopo aver indagato, si arrivi alla ragionevole certezza che una teoria non sia realista. Per esempio quando uno scettico indaga sul un’ipotesi “terrapiattista” e non trova prove convincenti a supporto, anzi trova prove contrarie. Ebbene questo scettico difficilmente cambierà idea in futuro, per quanto sarà sempre disponibile ad ascoltare e analizzare nuove teorie terrapiattiste con la massima umiltà.